Viaggiare a Venezia dopo la quarantena

– Riflessioni su Venezia ai tempi del Covid 19 –

Maggio 2020: la quarantena e il lockdown sono finiti, ma l’emergenza sanitaria resta. Il virus è ancora presente tra noi e chissà se e quando se ne andrà per sempre. Come sarà, dunque, viaggiare dopo la quarantena? Io e Andrea siamo tornati lì dove dovevamo essere il primo giorno di zona rossa nella nostra regione, a Venezia. Ma…Come è stato visitare Venezia dopo la quarantena? L’abbiamo trovata cambiata, segnata nel profondo, trasformata.

Oggi vi racconto le mie riflessioni sulla visita alla mia città, Venezia, ai tempi del Covid 19.

Viaggiare a Venezia dopo la quarantena: come raggiungerla e spostarsi in città

Venezia è raggiungibile in autobus, tram, treno e auto. Anche arrivando in aereo, dovrete poi affidarvi ad uno di questi mezzi per raggiungere il centro storico, perché l’Aeroporto Marco Polo non si trova in centro storico ma in terraferma.

Da Mestre e zone limitrofe, si possono scegliere tutti e tre i mezzi pubblici: in questo periodo, per quello che mi è capitato di vedere, non sono particolarmente affollati e quindi si riesce a mantenere le distanze di sicurezze previste.

Noi, però, per la prima volta in 30 anni abbiamo scelto di raggiungere Venezia in auto, utilizzando uno dei parcheggi multipiano che si trovano in Piazzale Roma, l’unico punto della città collegato alla terraferma. Della nostra esperienza di raggiungere Venezia in auto ne parleremo proprio in un articolo dedicato del blog, con tutte le informazioni su orari e prezzi. Devo dire che, personalmente, è stata la scelta migliore perché ci ha permesso di essere totalmente autonomi.

Parcheggio comunale in Piazzale Roma

Per quanto riguarda gli spostamenti all’interno di Venezia, è ovvio che la bellezza della città la si gode appieno camminando e perdendosi tra le calli. Ma anche utilizzare il vaporetto, i nostri mezzi di trasporto su acqua, è un’avventura affascinante e sicuramente da fare. Noi abbiamo optato per questa scelta rientrando a Piazzale Roma da Piazza San Marco, ammirando così tutto il Canal Grande. Le corse sono ridotte in questo periodo, i finestrini lasciati sempre aperti e le sedute disponibili distanziate. Nel nostro percorso, uno dei più gettonati, saranno salite a bordo contemporaneamente al massimo 10 persone. Quindi, anche qui, nessuna problematica di rilievo.

In vaporetto sul Canal Grande
Venezia deserta ai tempi del Covid 19

Viaggiare a Venezia dopo la quarantena: calli e campi deserti

Venezia ci è apparsa molto silenziosa, come probabilmente ogni città italiana in questo momento. Ma a differenza delle altre grandi città, Venezia, ha pochi abitanti che vivono in centro storico, quindi, se i turisti mancano, il silenzio si sente ancor di più.

Abbiamo attraversato i ponti senza scontrarci con trolley enormi nei pressi della Stazione Santa Lucia. Abbiamo passeggiato per calli deserte assaporando la vita vera della Venezia centro storico con i panni stesi al sole e gli abitanti intenti a fare la spesa nel supermercato del proprio quartiere.

Viaggiare a Venezia dopo la quarantena: calli deserte
Viaggiare a Venezia dopo la quarantena: campi deserti

Abbiamo attraversato campi, normalmente stracolmi di turisti seduti sui gradini delle chiese per mangiare un panino al volo, ora avvolti da un silenzio assordante. Bar chiusi. Negozi chiusi. Bancarelle chiuse. Chioschi chiusi. Serrande abbassate. Qualche ristorante aperto sì, ma unicamente con dipendenti armati di metro da sarta per misurare se la distanza tra un tavolo e l’altro rispettasse la distanza prevista dalle linee guida.

Una Venezia addormentata a cui non eravamo abituati ma cui eravamo preparati. Eravamo convinti di trovarla così, ma eravamo anche convinti di trovarla ancor più bella, affascinante, magica, speciale. Il termine che mi viene da usare è vera, autentica. E questo vorrei che fosse il messaggio che passasse: Venezia ai tempi del Covid 19 è vera e autentica.

Viaggiare a Venezia dopo la quarantena: la laguna più bella del solito

Viaggiare a Venezia dopo la quarantena: Piazza San Marco e il Canal Grande

Giungere in Piazza San Marco in questo periodo credo sia stata una grande fortuna e un gran privilegio che abbiamo avuto. Così vuota e così vivibile capita poche, pochissime volte nella vita. Ma questo privilegio si scontra anche con la triste realtà della crisi economica che stiamo vivendo. il tutto chiuso è devastante se si pensa alle storie che ci sono dietro quelle serrande abbassate.

Un magone, un pugno alla stomaco guardarsi intorno e trovare… il nulla. “Solo”, per modo di dire, lo splendore e la magnificenza della Basilica e del suo Campanile.

Viaggiare a Venezia dopo la quarantena: gondole ferme in Canal Grande

Quando poi ci siamo spostati sulla riva del Canal Grande, ecco un’altra immagine che difficilmente toglieremo dai nostri occhi. Le gondole. Ferme. Tutte, una in fila all’altra, ferme da quasi tre mesi, mosse dal leggero moto ondoso della laguna. Una laguna sicuramente più pulita, rigenerata dalla nostra quarantena forzata.

Tutto surreale. Tutto così difficile da credere se non fosse che questi tre mesi li abbiamo vissuti veramente e sappiamo di cosa stiamo parlando. Ma se qualcuno me lo raccontasse, ora, stenterei a crederci.


Io e Andrea abbiamo realizzato un piccolo reportage fotografico di Venezia chiamato “L’amore a Venezia ai tempi del Covid 19“, con la galleria delle foto più belle.


E voi, cari amici, avete visitato la vostra città in questo periodo? Come l’avete trovata? Raccontatemi le vostre riflessioni qui sotto, nei commenti.


Se siete alla ricerca di altri itinerari in Veneto, vi suggerisco di andare a leggere anche altri miei articoli, come per esempio:


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Autore dell'articolo: Ileana De Pasco

Ileana De Pasco, viaggiatrice, fotografa e scrittrice per passione. Mamma a tempo pieno, costruisce itinerario di viaggio pensati per tutta la famiglia

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